Orientamenti utili per  la “crescita” di un gruppo di lavoro

 

 

Il quarto pilastro dell’educazione è, secondo J. Delors, “saper vivere insieme con gli altri”, dunque anche “saper lavorare insieme con gli altri” .

Nell’insieme è presente il gioco della diversità e dell’unità. Gli altri, infatti, non sono la fotocopia di noi stessi, sono diversi da noi, ma insieme si deve lavorare per conseguire obiettivi unitari. Occorre, pertanto, sentire e vivere la pluralità degli apporti come un fatto arricchente e come un’importante risorsa di tipo qualitativo.

Da tempo è ormai generalizzata la consapevolezza sui benefici derivanti dalla reciproca collaborazione per le seguenti ragioni:

  1. insieme le idee si moltiplicano e si cresce
  2. la messa in comune di competenze personali e differenti approcci, anche specialistici, è indispensabile nelle situazioni operative complesse;
  3. gli obiettivi si raggiungono più efficacemente, se non si procede singolarmente ma unendo le forze;
  4. il mondo dell’educazione e quello della scuola sono, per propria intrinseca natura, frutto di un lavoro intenzionale comune;
  5. se si lavora insieme condividendo principi e criteri, l’allievo non  percepisce dissonanze e contraddizione tra i diversi interventi e non vive in modo conflittuale il suo rapportarsi ad una pluralità di docenti.

 

Alcuni studi, tuttavia, hanno messo in evidenza i rischi del lavorare insieme:

1.     lentezza nelle decisioni;

2.     tendenza a delegare gli altri;

3.     difficoltà e sforzi a fronteggiare disaccordi e intolleranze.

E’ ineludibile, quindi, tenere a bada le interferenze negative, le barriere della comunicazione e riconoscere i colleghi come interlocutori indispensabili.

 

A ciascun componente del gruppo è richiesto il possesso delle competenze minime :    

1.     saper partecipare in modo costruttivo alla vita comune del gruppo;

2.     saper ascoltare;

3.     dimostrare flessibilità mentale ed essere disponibile a cambiar idea;

4.     rispettare ciascun membro del gruppo.

 

 

Chi coordina i lavori, oltre che padroneggiare le competenze citate, deve tener presente anche determinati accorgimenti organizzativi, utili per la “crescita” comune:

1.     predisporre i componenti del gruppo a semicerchio o a cerchio;

2.     concordare (o fissare  a seconda dei casi) le regole di lavoro;

3.     indicare(o concordare, a seconda dei casi) la metodologia del lavoro;

4.     presentare le consegne della giornata;

5.     iniziare il lavoro dando la parola a turno( almeno per il primo incontro);

6.     successivamente far prenotare gli interventi;

7.     distribuire adeguatamente il tempo fra le varie fasi di lavoro;

8.     permettere interventi liberi, quando si ritiene che i componenti del gruppo siano in grado di farlo e sempre nel rispetto della consegna.

 

Un gruppo è pienamente “cresciuto” quando non si realizza una leadership di forma unica, ma una a forma circolare, basata sul consenso reciproco e sulla responsabilità comune in ordine ai risultati.

 

Per la costruzione di un clima positivo per l’apprendimento, sono state identificate le seguenti variabili

 

1.     esplicitare le intenzioni,  la “visione” dell’equipe e che cosa essa si propone di fare e far fare;

2.     richiedere e raccogliere le aspettative;

3.     impostare il lavoro su basi trasparenti, indicando con chiarezza le piste di lavoro;

4.     far rispettare le regole fissate e la metodologia di lavoro data e/o concordata

5.     mantenere il lavoro all’interno delle consegne date;

6.     condividere un linguaggio comune, convenzionando i significati, affinché la comunicazione sia chiara ed aperta;

7.     valorizzare l’eterogeneità del gruppo, creando le condizioni per una maggiore attività di elaborazione dei contenuti, di riflessione e di ragionamento;

8.     incentivare l’approfondimento e la ricerca di risposte non banali;

9.     agevolare l’interazione fra le persone, facilitando lo scambio di esperienze e di conoscenze fra i componenti del gruppo;

10. promuovere una forte interdipendenza positiva di obiettivo;

11. evitare le discussioni a due e la strutturazioni di sottogruppi;

12. fornire feedback chiari ed accettabili sui comportamenti e sui risultati;

13. rimandare al gruppo le domande che sorgono;

14. favorire la circolarità delle idee e la coesione;

15. effettuare la sintesi intermedia;

16. eventualmente rilanciare alcuni punti;

17. raccogliere le aspettative;

18. concordare la sintesi finale con il gruppo.