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Incommensurabile
nella sua gravità
l’attentato che
stamani ha colpito
non solo l’Istituto
professionale
“Francesca Laura
Morvillo Falcone” e
l’intera comunità
brindisina, ma che
ha anche ferito
dolorosamente il
cuore della Scuola
tutta, dell’umana
convivenza di un
popolo che si
considera civile ed
ispirato ai valori
più alti, sia per
tradizione che per
aspirazione.
Infierire
brutalmente e con
evidente
intenzionalità sui
ragazzi, sui nostri
figli, è
inconcepibile,
contro natura,
neanche le bestie
feroci arrivano a
tanto.
Come è possibile
decidere con il
senso della ragione
il sacrificio di
giovani innocenti
nel momento in cui
stanno per varcare
la soglia del loro
luogo di incontro e
di crescita?
E’ un disegno
efferato a cui
bisogna reagire con
ogni determinata
acutezza di indagine
circa il fatto
criminoso, ma anche
in merito alle
motivazioni che
esulano da
qualsivoglia
ragione,
all’entro-terra in
cui è stato
concepito, ad
eventuali
collegamenti.
E’ un atto esecrando
che deve chiamare a
raccolta la comunità
civile di tutto il
Paese, far nascere
uno spirito di
solidarietà tenace e
costante tra tutte
le forze sane della
nostra società, per
stroncare ogni
tentativo di
eversione in ogni
contesto.
Perché le parole, i
cortei ed i
propositi non si
vanifichino col
passare dei giorni,
per dare senso
concreto ad un
impegno umano e
civile inderogabile
è assolutamente
urgente che ciascuno
di noi s’interroghi
su come prendere
parte ad una cordata
di risalita verso i
valori concreti da
vivere nella
quotidianità e si
carichi della
propria parte di
corresponsabilità.
Gli studenti
dell’Istituto
“Francesca Laura
Morvillo Falcone”
avevano scelto di
affrontare i
problemi della
legalità, si erano
distinti per il loro
interesse ed è forse
per questo che sono
stati posti nel
mirino di criminali
senza Dio, né
Patria, né umanità.
Altri esempi
significativi che
tutti rammentiamo,
le lenzuola bianche
di Palermo ed i
cortei dei giovani
calabresi con gli
striscioni “e adesso
ammazzateci tutti”,
dimostrano come i
nostri ragazzi siano
sensibili ai valori
autentici della
convivenza civile e
della fratellanza
cristiana.
Se qualcuno perisce
nella trincea della
vita, le idee, le
aspirazioni, la
tensione,
l’entusiasmo non
muoiono.
Il sacrificio di
Melissa Bassi, unito
alla sofferenza di
tanti, deve scuotere
gli animi e far
germogliare una
copiosa fioritura di
coraggioso impegno
per la legalità non
solo proclamata ma
testimoniata
nell’essenzialità
della vita.
Alla famiglia di
Melissa, ai Genitori
degli altri ragazzi
colpiti, al
Dirigente ed ai
Docenti
dell’Istituto, alla
comunità di
Brindisi, alla
Scuola italiana
ferita da tanta
nefandezza l’UCIIM
nazionale è vicina e
solidale, impegnata
più di sempre ad
intensificare
l’opera educativa a
favore dei questi
giovani che
sicuramente
costituiranno domani
una società migliore
di quella che stiamo
loro consegnando.
Roma, 19 maggio 2012
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